La Giovane Italia a Olbia

La Giovane Italia a Olbia

Un incontro piacevole e ricco di spunti e approfondimenti quello che si è tenuto questa mattina nella sala stampa dello stadio Nespoli in presenza del giornalista di Sky Paolo Ghisoni e del presidente dell'Olbia Alessandro Marino

Al centro del dibattito, nella tappa sarda di un tour nazionale, la presentazione della nuova edizione dell'Almanacco de La Giovane Italia, fatica editoriale giunta al settimo anno di vita ideata e animata da Ghisoni. Un lavoro certosino, dalla valenza sociale oltre che sportiva, che si prefigge l'obiettivo di scandagliare il territorio italiano per dare spazio e visibilità, attraverso delle minuziose schede tecniche, caratteriali e psicologiche, ai talenti Under 19 impegnati nel calcio professionistico. Presenti, tra gli uditori, anche i calciatori Mattia Muroni, Simone Pinna, Yuri Senesi e Nicholas Pennington, talenti entrati nell'orbita de La Giovane Italia. 

"La volontà è sempre stata quella di creare un prodotto che non sia solo giornalistico, ma che sappia dare un premio al percorso del ragazzo che c'è dietro il calciatore" ha premesso Ghisoni. "I nuovi obiettivi - ha proseguito il giornalista - ci vedono impegnati nell'assegnare ai giocatori che nel passato sono stati inseriti in almanacco un ruolo attivo nella compilazione delle prossime edizioni, trasformandoli così in recensori e promotori dei loro epigoni più giovani per far capire loro che il calcio può essere anche un ottimo strumento per creare un network di conoscenze e l'occasione di affinare professionalità extracampo redditizie". 

Il giornalista si è poi soffermato sulla realtà Olbia: "Una delle realtà più apprezzate e che andrebbe celebrata per il semplice fatto che oggi è in netto anticipo rispetto ai tempi e a quello che potrà succedere a breve in Serie C e più in generale nel calcio italiano, che sta sforzandosi di avvicinarsi agli standard europei anche nella valorizzazione e nello spazio concesso ai giovani talenti". 

È stata poi la volta del presidente Marino, che ha ringraziato l'ospite per aver rinnovato la sua presenza a Olbia a distanza di un anno e introdotto ai temi più caldi in seno al dibattito sulle riforme del calcio italiano. Dopo aver sottolineato come "il progetto de La Giovane Italia si incanala verso quella che sembra ormai essere la strada presa dalla Serie C", il presidente bianco ha riferito che l'assemblea di Lega di lunedì si è pronunciata per una ristrutturazione delle liste che probabilmente porterà "a un blocco degli Under 23, ovvero verranno esclusi dal numero illimitato di under che una Società può tesserare. In altre parole - ha spiegato il patron - la Serie C si sta spostando verso un ringiovanimento che tende a dare spazio agli Under 19". 

Sorprendente, infatti, l'esigua differenza che esiste oggi tra Serie B e Serie C: "Oggi le due leghe hanno pressapoco lo stesso numero di minuti medi per squadra giocati dagli Under, mentre la Serie ha, comprensibilmente, una media più bassa del 30%. Ciò sta a significare - ha spiegato Marino - che la struttura delle squadre di B e di C non ha differenze nel rapporto under-over impiegati, che l'Italia si sta standardizzando sempre più verso i parametri europei, ma purtroppo anche che la Serie C di fatto non assolve alcuna mission specifica". 

E proprio sulla missione della terza lega nazionale ieri si è verificato una spaccatura tra i club: "Sarà difficile avere una strategia unitaria sinché continueranno a coesistere nella medesima categoria società che trascurano la mission di valorizzazione dei giovani perché forti di sponsorizzazioni e presenze allo stadio più profittevoli e società che invece si profondono per assolvere questo compito. L'Olbia quest'anno c'è riuscita in maniera ottimale, risultando infatti tra i primi tre club nell'indice risultante da punti conquistati e minuti concessi ai giovani". 

Perplessità sono emerse circa le modalità di inserimento delle seconde squadre in Serie C: "Io credo che sino a quando il sistema non sarà in grado di evitare ai propri club le perdite che oggi si aggirano attorno ai 70/80 milioni di euro, l'inserimento delle seconde squadre andrebbe rinviato. Nell'assemblea di Lega siamo stati informati che esiste un progetto calato direttamente dall'alto le cui modalità non sono state peraltro condivise dai club di Serie C. È normale che, con un sistema che ad oggi non è virtuoso, le seconde squadre rischiano di svilire e nei fatti commissariare la funzione dei club di Serie C". 

In chiusura Marino, sollecitato, ha tracciato anche un bilancio della stagione appena conclusa che "è stata positiva, al di là di quei tre punti che ci sono mancati per conquistare l'accesso ai playoff che avrebbe soddisfatto tutti, dalla squadra ai tifosi, ma che non cambiano il giudizio complessivo. Certo - il presidente si è lasciato andare a una battuta - questo è il primo obiettivo sportivo che non riesco a centrare da presidente dell'Olbia".

Un'Olbia che nelle prossime settimane inizierà a programmare il futuro per la stagione 18/19, potendo contare sin da ora su garanzie e certezze: "I punti fermi saranno i nostri giocatori contrattualizzati come Aresti e Ragatzu e la consapevolezza di voler proseguire sulla linea tracciata nelle ultime due stagioni. Una politica, quella della valorizzazione dei giovani di talento, che andrà potenziata e sorretta da significativi miglioramenti di contorno come l'adeguamento dello stadio alle Licenze Nazionali che si espleterà in estate con il rifacimento della copertura e l'installazione dei seggiolini lungo tutta la tribuna centrale, ma anche la progettazione di un centro sportivo funzionale alla crescita del movimento che spero possa avvicinare nuovi partner e risorse".