Nella tana delle Pantere

Nella tana delle Pantere

La storia di Renate-Olbia, prossima gara in programma sul cammino della truppa di mister Filippi, è, per usare un eufemismo, scarna di eventi. È uno solo, infatti, il precedente tra due squadre che domenica torneranno a incrociare i gagliardetti mettendo sul piatto, oltre ai tre punti, la voglia di stupire e la determinazione di chi vuole riscattarsi. Da una parte i padroni di casa galvanizzati dalla vittoria conquistata in rimonta contro il Como e dal secondo posto solitario in classifica. Dall'altra un'Olbia che vuole vendicare immediatamente il ko interno con l'Alessandria e, ancor prima, la sconfitta di Pontedera che aveva interrotto l'avvio sprint delle prime due giornate. 

PRECEDENTE E REDUCI. Fu proprio contro la compagine nerazzurra che si aprì la stagione dei bianchi 2016/2017 (quella del ritorno nella Serie C unica) quando, sul campo di Meda che ormai da 9 anni è diventato la casa della squadra lombarda, incapparono in una sconfitta ai punti immeritata. Finì 2-1 per i locali che, passarono in vantaggio con Di Gennaro, furono agguantati a fine primo tempo da Capello e, dopo aver patito la classe e la forza di Cossu e Kouko, portarono a casa l'intera posta grazie a un calcio di rigore trasformato da Napoli. Muroni, Pisano e Anghileri saranno domenica gli unici superstiti di quell'incontro. 

DALL'INTER... Fondata nel 1947, la squadra di Renate (paesino di poco più di 4000 abitanti in provincia di Monza e Brianza) nacque sotto la denominazione di Unione Sportiva Renatese per volere di un gruppetto di grandi appassionati di calcio e, nello specifico, tifosi dell'Inter. Da lì, la scelta di assumere quali colori sociali il nero e l'azzurro e, sotto l'egida della parrocchia del paese, la lunghissima militanza nelle categorie minori del calcio lombardo.

...AL PROFESSIONISMO. Tra il 1996 e il 1999 la prima svolta, con l'approdo in Promozione prima e in Eccellenza poi, mentre nel 2005 arriva il salto in in Serie D. L'escalation trova nuove pietre miliari nel 2010, quando il club viene ammesse alla Seconda Divisione (ex C2) a completamento degli organici, e nel 2014 quando il secondo posto in campionato e la riforma di Lega portarono il Renate a giocare il primo campionato di Serie C della propria storia. 

PLAYOFF E PAURA. Da allora il club nerazzurro non ha più lasciato il professionismo, centrando nel 2016/2017 (10° posto) e nel 2017/2018 (7° posto) la qualificazione ai play-off. Nella scorsa stagione, invece, grande fu la preoccupazione per una stagione nata male, proseguita storta e raddrizzatasi soltanto per il rotto della cuffia all'ultima giornata di campionato quando il pareggio con il Rimini conferì i crismi dell'ufficialità a una salvezza soffertissima. 

CONFERME E NOVITÀ. A mettere la firma sulla permanenza nei pro è stato il tecnico Aimo Diana, subentrato in corsa ad Adamo (a sua volta subentrante di Brevi) e primo allenatore del Renate che viene confermato per due stagioni consecutive dal 2015. Nel corso del mercato estivo, la squadra è stata radicalmente rinnovata nel rispetto della politica di valorizzazione dei giovani che da sempre indirizza le scelte: tra i tantissimi, hanno lasciato la compagnia gli storici Cincilla, Pavan, Vannucci e Gomez, mentre sono stati accolti, per restare sugli uomini di maggiore spessore, i vari Maritato, Grbac e Kabashi chiamati a puntellare il 3-4-1-2 ridisegnato dall'ex bandiera del Brescia nel segno di una continuità che si chiama Marco Anghileri, forte cursore di fascia e capitano delle pantere.