Un pari che sa di beffa

Un pari che sa di beffa

Per come si erano messe le cose, il retrogusto è molto amaro. Livorno-Olbia, sfida valida per la 24ª giornata di campionato, va in archivio con un pareggio ricco di reti e un'Olbia che raccoglie un punto dopo essere stata in svantaggio di due reti e aver ribaltato la gara nel corso del secondo tempo. Fino, appunto, alla doccia gelata che, in pieno recupero, ha rinviato il ritorno alla vittoria dei ragazzi di Max Canzi. Un vero peccato, un altro, in questo tribolato e sfortunato avvio del girone di ritorno che, sorprendentemente, quanto a rendimento, continua a replicarsi tale a quale a quello dell'inizio del girone di ritorno. Come all'andata, infatti, Livorno e Olbia si spartiscono la posta regalando certamente più spettacolo e un tabellino denso di contenuti.

BASTA UN PO' DI VENTO. Quella dell'Olbia non è stata certo una partita brillante. Dopo un ottimo avvio nel primo quarto d'ora di gioco contraddistinto da una presidio pressoché costante della metacampo amaranto, diversi corner e un fraseggio apprezzabile con Ragatzu, Biancu e Udoh sugli scudi e Ladinetti che al 13' non calcia col sinistro da buona posizione, i bianchi hanno gradualmente abbassato i ritmi concedendo spazio e fiducia al Livorno che al 32' conclude verso la porta con Haoudi. Al 38' l'episodio che sblocca la gara: fallo sulla trequarti sinistra di Giandonato, Castellano con il mancino calcia in porta sfruttando forse una deviazione e una folata di vento: 1-0. 

FUGA E RIMONTA. Nella ripresa, l'approccio dell'Olbia è dei peggiori. Al 46' Dubickas va subito vicino al raddoppio. Idea che mette in atto il compagno Bussaglia che al 47', su assist di Haoudi, trafigge Tornaghi sul primo palo: 2-0. Una mazzata tremenda che l'Olbia impiega qualche minuto a riassorbire. Al 55', infatti, arriva il gol che riapre la gara: la difesa amaranto balla e Udoh, su lancio di Ladinetti, attacca la porta e fulmina Stancampiano per il 2-1. Il risultato cambia ancora al 66' quando l'Olbia si esalta sullo stretto irretendo la difesa labronica con Ladinetti che libera con una magia Udoh il quale a sua volta serve alla sua sinistra Ragatzu che da pochi passi fa 2-2

SORPASSO E BEFFA. L'Olbia ci crede e poco dopo completa il sorpasso. Giandonato traccia con una punizione verso l'area, Ladinetti raccoglie, si accentra e viene atterrato da Castellano: calcio di rigore che il numero 5 trasforma perfettamente bissando così l'esecuzione di Piacenza: 2-3 al 73'. L'ultimo quarto d'ora di gara si gioca sul filo dei nervi e dei minuti che scorrono. Al 79' ancora Ladinetti lavora bene un pallone in area ma Udoh e Pennington non trovano la deviazione. La freschezza di Doratiotto regala qualche grattacapo a Sosa e compagni, ma al 91' un cross dalla sinistra respinto da Giandonato viene raccolta al limite da Houadi il cui tentativo di calciare verso la porta si trasforma in assist per Dubickas che, indisturbato, beffa Tornaghi per il 3-3

Delusione e rabbia per una vittoria mancata che l'Olbia dovrà essere in grado di trasformare in voglia di rivalsa mercoledì, al Nespoli, contro il Piacenza. Per quello che sarà un altro, importante, scontro diretto. 

TABELLINO
Livorno-Olbia 3-3 | 24ª giornata

LIVORNO: Stancampiano, Buglio, Sosa, Blondett, Dubickas, Castellano (82' Nunziatini), Parisi, Haoudi, Bussaglia, Canessa (74' Pallecchi), Gemignani. A disp.: Neri, Marie Sainte, Deverlan, Bobb, Bueno. All.: Alessandro Dal Canto
OLBIA: Tornaghi, Arboleda, Altare, Emerson, Secci (76' La Rosa), Lella (69' Pennington), Giandonato, Ladinetti, Biancu (85' Cocco), Ragatzu (69' Doratiotto), Udoh. A disp.: Van der Want, Cabras, Putzu, Demarcus, Belloni, Marigosu. All.: Max Canzi
ARBITRO: Fabio Natilla (Molfetta). Assistenti: Davide Stringini (Avezzano) e Veronica Vettorel (Latina). Quarto ufficiale: Giovanni Agostoni (Milano)
MARCATORI: 38' Castellano (L), 47' Bussaglia (L), 55' Udoh, 66' Ragatzu, 73' rig. Ladinetti, 91' Dubickas (L)
AMMONITI: Giandonato, Sosa (L), Ragatzu, Doratiotto, Pallecchi (L)
NOTE: Recupero: 0' pt, 4' st. Gara giocata a porte chiuse. Giornata soleggiata ma fredda e condizionata da un forte vento. Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo dell'arbitro Maurizio Mattei.