PUNTO DI CARATTERE

PUNTO DI CARATTERE

Il pareggio della ripartenza. L'Olbia ferma la corsa della vicecapolista Pro Vercelli e torna in Sardegna con un punto in più in classifica e la convinzione di avere tutte le carte in regola per essere artefice del proprio destino. Bando alle sfortune e ai cali di tensione che hanno contrassegnato questo accidentato avvio di girone di ritorno: l'Olbia è viva e l'ha dimostrato una volta di più. 

Al "Piola" l'Olbia si presenta senza gli squalificati Arboleda e Ladinetti che Canzi sostituisce con La Rosa e Lella. L'avvio di gara è l'esecuzione di quanto il tecnico aveva chiesto alla vigilia: aggredire l'avversario e mantenere alta l'intensità di gioco. Ne consegue che l'Olbia, nel primo quarto d'ora, manda fuori giri i locali, sfruttando le serrate imbeccate della linea mediana per le frecce Udoh (un'altra prova maiuscola per lui) e Ragatzu. Masi e compagni sono tramortiti, ma l'Olbia non trova lo spunto per affondare il colpo. 

Segue un momento di studio, interrotto al 22' da una nuova fiammata dei bianchi di Gallura che duettano con Biancu e Udoh, ma trovano nell'uscita di Saro l'ostacolo davanti alla porta. Pochi giri di lancette dopo, si annotano le prime conclusioni della Pro Vercelli con Awua che calcia alto dal limite ed Emmanuello che non sorprende Tornaghi. I ritmi restano altissimi per tutta la frazione, ma l'equilibrio in campo regna sovrano e sulle ripetute mosse e contrapposizioni che si annullano sullo scacchiere si estinguono i primi 45' di gioco. 

Nella ripresa è l'Olbia a partite più forte: pressing, recupero palla e verticalizzazione mandano in sofferenza la retroguardia piemontese: al 48' Pennington perfora per vie orizzontali l'area della Pro con un controllo di petto e una serpentina che muore sul terzo dribbling. Un minuto dopo, invece, il tiro di Biancu dai 25 metri manda fuori causa Saro ma esce di pochi centimetri alla destra del portiere. Al 53' l'Olbia va ancora vicina al vantaggio quando Giandonato ruba palla a centrocampo e verticalizza per Udoh che punta Auriletto e calcia forte sul primo palo trovando la risposta in angolo di Saro. E al 54' spreca la più ghiotta occasione della gara quando sugli sviluppi del corner Altare colpisce di testa mandando la palla fuori di un niente. 

Modesto avverte i pericoli e cambia tre undicesimi della squadra in un colpo solo al 55'. La Pro Vercelli sente la scossa e si rianima, impegnando Tornaghi in tre circostanze dal 58' al 62' con Emmanuello, Gatto e Della Morte su punizione velenosa. La porta è blindata e l'Olbia supera il momento di maggiore stress con carattere e raziocinio. La mezz'ora finale si gioca sui nervi e la ricerca dell'episodio: fioccano i gialli, i recuperi prodigiosi e qualche errore figlio della stanchezza. Le forze fresche di Canzi sono garantite da Doratiotto che entra al 75' e da Belloni e Cocco che impattano al meglio gli scampoli finali di gara.

Dopo 4' di recupero, le due squadre bissano in campo il risultato dell'andata. Un pareggio complessivamente giusto che per l'Olbia sa di iniezione di fiducia. E mercoledì, al Nespoli, arriva la Pro Sesto per il recupero della 23ª giornata.  

TABELLINO
Pro Vercelli-Olbia 0-0 | 26ª giornata

PRO VERCELLI: Saro, Parodi, Masi, Auriletto, Clemente (55’ Gatto), Awua (55’ Nielsen), Emmanuello, Iezzi (75’ Mezzoni), Zerbin, Rolando (62’ Della Morte), Costantino (55’ Comi). A disp.: Tintori, Romairone, Esposito, Erradi, Merio, Secondo. All.: Francesco Modesto
OLBIA: Tornaghi, La Rosa, Altare, Emerson, Cadili, Pennington (75’ Doratiotto), Giandonato, Lella (87’ Belloni), Biancu, Ragatzu (87’ Cocco), Udoh. A disp.: Van der Want, Cabras, Demarcus, Secci, Marigosu. All.: Max Canzi
ARBITRO: Enrico Maggio (Lodi). Assistenti: Emanuele De Angelis (Roma 2) e Mattia Bartolomucci (Ciampino). Quarto Ufficiale: Adalberto Fiero (Pistoia)
AMMONITI: Parodi (P), Pennington, La Rosa, Auriletto (P), Iezzi (P), Modesto (P), Udoh, Cocco
NOTE: Recupero: 1’pt, 4' st. Gara giocata a porte chiuse. Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Mauro Bellugi.