L'OLBIA RIBALTA IL RENATE

L'OLBIA RIBALTA IL RENATE

In un assolato e ventoso pomeriggio brianzolo l'Olbia sfata due tabù: conquista la prima vittoria della sua storia contro il Renate e allo stesso tempo concede, nell'era Canzi, il primo bis consecutivo di successi in campionato. Una splendida vigilia pasquale per i bianchi che portano così a casa tre punti pesantissimi per la classifica, riducono il gap con il gruppo centrale e proseguono a passo spedito la marcia di risalita. 

Di fronte, l'Olbia, che ha dovuto fare a meno di Lella e Giandonato oltre ai tanti lungodegenti, aveva l'ex regina d'inverno del girone A, ancora oggi una delle dame più prestigiose nella corte di alta classifica. Eppure, fatto salvo per il primo spezzone di gara durato una decina di minuti bastati per il vantaggio firmato dal mancino a giro di Guglielmotti, a fare la partita e la voce grossa, in campo, è stata l'Olbia. Sempre in oggettiva emergenza numerica, sempre più tosta e ruvida, sempre più impreziosita nell'undici titolare e nella panchina dagli enfants du pays, sicuramente abile nel saper dosare con efficacia i tocchi di fioretto e i colpi di spada. 

Metabolizzato l'avvio in sordina, lo spartito biancolbiese suona su ritmi in crescendo e i tre tenori offensivi Biancu, Ragatzu e Udoh iniziano a mandare a regime mirabili virtuosismi. L'Olbia guadagna metri e fiducia e si fa vedere dalle parti di Bagherie con gli allunghi di King e con un missile di Emerson che sorvola non di molto il legno orizzontale. Un paio di mischie furibonde nell'area delle pantere, Occhioni anticipato sul secondo palo da un provvidenziale Guglielmotti e la splendida azione di prima culminata con la botta di Biancu dal limite archiviano il primo tempo.

Nella ripresa, l'Olbia si presenta in campo molto prima degli avversari. C'è voglia di giocare, c'è voglia di ribaltarla. E la squadra di Canzi sa come si fa. Il primo brivido, però, lo regala Nocciolini che di potenza dal limite calcia di poco a lato. Sarà l'unico squillo dei locali degno di nota, perché il Renate subisce la pressione a centrocampo e la verve di Udoh che al 54', su un'intuizione di Altare che batte velocemente la rimessa laterale, scappa alla sua maniera, anticipa la difesa e viene atterrato. Fallo da ultimo uomo e rosso diretto per Silva. La punizione di Ragatzu sfuma in corner, ma gli squilli di tromba preparano l'assalto. 

Diana corre ai ripari inserendo Maistrello e Magli, ma il nuovo assetto disegnato non inibisce la spinta propulsiva di un'Olbia determinata a prendersi la gara. La lunga serie di calci d'angolo battuta intorno allo scoccare dell'ora di gioco testimonia di una totale supremazia territoriale dell'Olbia. Per scardinare la muraglia nerazzurra, però, ci vuole una giocata che faccia la differenza. Al 73' ne arrivano addirittura tre: Biancu che apre il compasso come Renzo Piano sulle tavole da disegno, Pennington che addomestica la sfera come se avesse un magnete sul petto e salta secco Burgio con il secondo controllo, Ragatzu che ruba la palla e il tempo a tutti. Sono l'azione e il gol del pareggio. 

Al 79' l'Olbia va vicinissima al gol del sorpasso. Prima con il neo entrato Gagliano che, su sponda aerea di Altare, all'altezza dell'area piccola non riesce a frustrare con la forza che servirebbe. Il corner conquistato è comunque foriero di un secondo urlo strozzato in gola, quando Ragatzu riceve al limite, si accentra e calcia trovando una deviazione nerazzurra che esce d'un soffio. I tempi sono maturi, il Renate alle corde, l'Olbia affamata. Emerson esplode due mancini al veleno ma non letali, il secondo, però, produce un corner, l'ennesimo. Quello giusto. 

È l'87'. Biancu legge tutto prima degli altri, batte corto per Ragatzu che punta e disorienta Rada arrivando sul fondo da dove il suggerimento basso viene corretto in rete da Gagliano. Prima, pesantissima, segnatura in maglia Olbia per lui. Il moto di orgoglio del Renate produce un paio di tiri smorzati, ma fino alla fine, recupero compreso, l'Olbia giostra la palla come meglio crede e vuole. Tanto che al 94', un inesauribile Udoh, fatto secco il difensore, manda sull'esterno della rete la palla del tris. 

Finisce con un successo bello e convincente per i Guardiani del Faro. Finisce con l'Olbia che, una volta di più in questa strana stagione, ha ragione di un'avversaria che occupa le posizioni nobili. E mercoledì, con la Carrarese, andrà a caccia del tris. 

TABELLINO
Renate-Olbia 1-2 | 34ª giornata 

RENATE: Bagheria; Anghileri, Silva, Possenti; Guglielmotti, Ranieri (76’ Marano), Lakti (85’ Vicente), Rada, Burgio (76’ Santovito); Giovinco (56’ Magli), Nocciolini (56’ Maistrello). A disp.: Gemello, Merletti, Langella, Galuppini, Vicente. All.: Aimo Diana
OLBIA: Tornaghi, Arboleda, Altare, Emerson, Demarcus, Pennington (82’ Belloni), La Rosa, Occhioni (69’ Gagliano), Biancu, Ragatzu, Udoh. A disp.: Van der Want, Cabras, Secci, Putzu, Giandonato, Cossu, Belloni, Marigosu. All.: Max Canzi
ARBITRO: Alberto Ruben Arena (Torre del Greco). Assistenti: Alex Cavallina (Parma) e Pietro Pascali (Bologna). Quarto ufficiale: Andrea Bordin (Bassano del Grappa)
MARCATORI: 5’ Guglielmotti (R), 73’ Ragatzu, 85’ Gagliano
AMMONITI: Biancu, Possenti (R), Rada (R), Anghileri (R)
ESPULSO: Silva (R) al 53’ per fallo da ultimo uomo su Udoh
NOTE: Gara giocata a porte chiuse. Recupero: 0’ pt, 5’ st.