Il presidente Marino apre il 2022 dell'Olbia

Il presidente Marino apre il 2022 dell'Olbia

Prime parole del 2022 per il presidente dell’Olbia Alessandro Marino che questo pomeriggio ha incontrato la stampa nell’ormai consueta conferenza di inizio anno. Tanti i temi trattati dal numero uno bianco. 

SULLA CRESCITA DEL CLUB NEL 2021
Credo che sia sotto gli occhi di tutti. A parità di budget, rispetto agli altri anni la squadra ha acquisito maggior maturità evitando quei blackout che in passato avevano inficiato negativamente sul rendimento. Oggi possiamo mettere in campo non solo i valori tecnici che esprimiamo in campo, ma anche un’esperienza importante della categoria. Come club conosciamo oramai bene le dinamiche e meccanismi del campionato di Serie C e questa consapevolezza ci porterà a crescere ancora in futuro. 

SULLA RIPRESA DEL CAMPIONATO
Sembrerebbe che il picco del contagio possa essere raggiunto intorno al 20 gennaio e in questi giorni sarà molto importante fare in modo che ciascun club porti il proprio gruppo squadra a fare le terze dosi del vaccino. In questo senso, il rinvio delle due giornate è sembrato una buona soluzione, ma farne anche solo un altro porterebbe a svilire il campionato. Quindi, nell’eventualità, sarebbe meglio ragionare su uno slittamento perché il calendario già così è piuttosto intasato”. 

SUL CAMBIO DI MODULO
Non era più accettabile subire così tante reti anche perché la rosa ha un valore diverso da quello che i numeri della fase difensiva stavano dicendo. Ormai conosciamo questo campionato, ho chiesto allo staff di intervenire per porre rimedio. Il mister è stato bravo a cambiare senza stravolgere ed è bastato aggiungere un difensore al posto di un centrocampista, lasciando intatto il potenziale offensivo. Abbiamo fatto evidenti passi in avanti in termini di solidità a livello tattico, copriamo meglio il campo e ora non resta che codificare al meglio lo sviluppo offensivo che già con la Pistoiese è sembrata più convincente. Certamente il cambiamento ha rimescolato un po’ le carte e le gerarchie. Così come era successo l’anno scorso, era inevitabile che qualcuno trovasse meno spazio a vantaggio di altri. Penso a Giandonato, per esempio, un giocatore per noi molto importante che sono sicuro darà il suo contributo sia con questo impianto di gioco che con altri magari più congeniali alle sue caratteristiche. Palesi? Come Pisano, La Rosa, Travaglini, è uno dei nostri jolly, un giocatore prezioso che sa fare bene più ruoli del centrocampo. In una squadra giocatori del genere sono molto importanti. 

SUL MERCATO INVERNALE
Deve essere chiaro che noi non intendiamo cedere nessuno dei nostri giocatori, né del resto al momento sono arrivate richieste di alcun genere. Abbiamo una rosa ampia, ma potrebbe essere giusto cautelarsi sul rischio contagio con l’entrata di uno o due elementi ulteriori, consapevoli comunque che dovranno essere del tutto funzionali alle esigenze. Che tipo di innesti? Dipenderà anche da come saranno ricollocati alcuni effettivi in conseguenza del cambio di modulo; penso a Demarcus, per esempio, che in questi anni è stato impiegato in diverse zone del campo. Più in generale, sono convinto che intervenire in maniera decisa sul mercato non sarà facile per nessuno perché le difficoltà economiche legate alla situazione di incertezza che viviamo sono ancora molto forti. Lo dico da tempo e la tendenza degli ultimi anni mi dà ragione: i club di Serie C devono continuare nel percorso di razionalizzazione dei costi di gestione.

SUGLI OBIETTIVI STAGIONALI
Non sono cambiati. All’inizio della stagione avevo detto che, tolte 5 squadre, ce la saremmo potuta giocare con tutti. Oggi ribadisco questo concetto e anzi aggiungo che probabilmente le squadre fuori dalla nostra portata sono di meno. Quindi è chiaro che dobbiamo credere di poter arrivare ai playoff, ma non pensare di esserci già. I giocatori sono motivati, sanno di poter fare qualcosa di importante. La partita con la Lucchese, per noi, è già una finale.

SUL RAPPORTO CON IL CAGLIARI
Il legame nel tempo è cambiato. Siamo un interlocutore privilegiato per la crescita dei giovani e per il miglioramento del movimento calcistico giovanile in Sardegna, ma ormai l’Olbia ha acquisito una propria identità tecnica e di scouting. La dimostrazione si può trovare nell’esordio da titolare con il Cagliari di Giorgio Altare, un giocatore che abbiamo scovato e in cui abbiamo creduto. Voglio fargli pubblicamente i complimenti e ribadire che non sono affatto sorpreso di ciò che ha fatto vedere contro la Sampdoria. In futuro, altri giocatori selezionati dall’Olbia potranno potranno fare il percorso di Altare. 

SUL FUTURO DEL CLUB
Ci sono interlocuzioni per valutare l’ingresso in società di nuovi investitori così come progetti in cantiere come quello del nuovo stadio, ma la crescita dell’Olbia passerà dalla capacità che avranno territorio e istituzioni cittadine e regionali di percepire questo club come un valore da condividere, difendere e coltivare. Olbia, lo dicono i numeri e le previsioni, nei prossimi anni sarà l’unica città della Sardegna a crescere demograficamente e noi lavoriamo tutti i giorni per poter portare questa squadra, che è un patrimonio della Sardegna, a vivere le stesse ambizioni della città. Noi ce la stiamo mettendo tutta e c’è piena unità di intenti e di lavoro con l’amministrazione comunale, ma è giusto riconoscere che la crescita che tutti vorremmo non può dipendere soltanto da me e dai miei soci. L’estromissione dell’Olbia dalla graduatoria per i contributi regionali legati ai mancati incassi da biglietteria? Siamo esterrefatti per non essere stati inseriti tra i beneficiari dei ristori.