L'Olbia vince in 8 nel segno di Werther e del capitano

L'Olbia vince in 8 nel segno di Werther e del capitano

Gran parte del merito di questa vittoria è anche sua. I grandi portieri si vedono soprattutto in queste occasioni, quando chiamati in causa - fosse anche una volta sola a partita - rispondono presente e chiudono la saracinesca per respingere gli assalti avversari. E’ il caso di Werther Carboni e della sua parata in tuffo sull’angolato colpo di testa di Figos all’81’ che vale quanto il gol di Molino (sbloccatosi finalmente su azione), volato in cielo per sfiorare quanto bastava quel pallone tagliato da Mastinu. Un vero felino il nostro giovane portiere che, malgrado il brutto infortunio occorsogli al braccio, siamo certi tornerà presto a saltare da un palo all’altra con la stessa leggerezza. Come e più di prima.

La partita di Lanusei resterà sicuramente indelebile a lungo nella testa di chi oggi era presente al “Lixius”. Una vittoria in trasferta, con due giocatori espulsi (Piredda al 40’ e Caboni al 75’) e un mediano improvvisatosi (e bene) portiere d’occasione, è qualcosa di assolutamente straordinario. L’Olbia, al di là delle evidenti difficoltà giunte dalle sanzioni arbitrali e dalla sfortuna, non ha certo disputato la migliore partita del campionato. Ma è nella sofferenza che si tempra la forza di un gruppo che oggi ha dovuto combattere contro un avversario affamato di punti e di gloria, facendo leva su una forza mentale probabilmente mai sfoderata quest’anno.

La cronaca, piuttosto scarna alla voce occasioni da gol, dice di un’Olbia che ha approcciato bene il match, annullando l’avversario con un grande giro palla e precisi fraseggi sino al gol di Molino al 9’. Poi, forse troppo sicuri della propria forza, i bianchi hanno arretrato il baricentro pensando di poter amministrare senza patemi la reazione ogliastrina. I padroni di casa però, subito pericolosi con Figos che ha fallito una clamorosa palla gol a pochi metri dalla porta, con il passare dei minuti hanno approfittato della morbidezza e dell’attendismo dell’Olbia che ha fatto fatica a riprendere il pallino del gioco, soffrendo la corsa sugli esterni.

A fine primo tempo l’espulsione di Piredda per doppia ammonizione ha incanalato le ostilità verso una ripresa all’insegna del patimento, durante la quale tuttavia l’Olbia, con un ottimo Geroni in regia, è scesa in campo con il coltello tra i denti senza dare dimostrazione di giocare in inferiorità numerica. Il rosso diretto a Caboni ha ringalluzzito ulteriormente i biancorossoverdi, pericolosi con una girata di Figos e un colpo di testa di Cocco bloccato a terra da un encomiabile Steri che, esauriti i cambi, ha indossato con coraggio i guantoni. La clamorosa palla gol fallita da Aloia e il gol annullato nel finale a Masia mettono la parola fine all’assedio e a una partita al cardiopalmo che restituisce un’Olbia vincente e ferita. La dedica corale a Carboni suggella un pomeriggio dalle forti e contrastanti emozioni. Con il sorriso di Werther che darà, anche da fuori, la giusta carica per le prossime battaglie.

TABELLINO

LANUSEI: Spanedda, Pistis, Bonu, Gisonni, Cocco, Venneri, Delrio, Masia, Figos, Angheleddu (dal 76’ Milicevic), Cardia (dal 50’ Piras). A disposizione: Floris, Sedilesu, Pili, Depau, Floris, Aramu, Deligios. Allenatore: Francesco Loi.

OLBIA - Carboni, Pinna, Cotali, Piredda, Dametto, Miceli, Caboni, Steri, Coloritti (dall’84’ Aloia), Molino (dal 46’ Geroni), Mastinu (dall’84’ Malesa). A disposizione: Ciotti, Cacciotti, Doddo, Formuso, Negrean, Cossu. Allenatore: Michele Mignani.

ARBITRO: Enrico Maggio 

RETI:  9’ Molino (O)

Ammoniti: Angheleddu (L), Venneri (L), Cocco (L), Dametto (O)