L’Olbia nella penna dei bambini

Il progetto “L’Olbia nella penna dei bambini”, riservato alle classi quinte della scuola elementare, nasce per creare e agevolare un punto di contatto duraturo tra l’universo Olbia Calcio e le nuove generazioni, seguendo un percorso di incontro non solo sportivo, ma anche didattico. Dopo l’incontro con i calciatori, il secondo appuntamento vedrà infatti gli alunni impegnati in una lezione di giornalismo durante la quale verranno forniti gli strumenti per scrivere una cronaca di una partita di calcio. Partita alla quale i bambini saranno invitati ad assistere in occasione delle sfide casalinghe dell’Olbia giocate allo stadio comunale “Bruno Nespoli”.

Il Prato conquista una preziosa vittoria per merito di Romano che ha messo a tacere gli olbiesi segnando una doppietta e portando i tre punti a casa. L’Olbia non ha saputo sfruttare al meglio le numerose occasioni da gol nel 1° tempo.

I padroni di casa si schierano con il proprio “tridente” (Capello, Cossu, Ragatzu ), mentre il Prato con Moncini dietro alla punta Romano. I toscani mettono la firma sulla partita al 5’ minuto con un’incornata di Molfetta intercettata da Carboni e sulla respinta Romano va a segno.

Nel secondo tempo l’Olbia brilla di più, ma al 57’ subisce il secondo gol di Romano che beffa il portiere con un potente tiro. Al 72’ di Molfetta tocca con il braccio la palla proveniente da un cross di Piredda, l’arbitro indica il dischetto, tutta la panchina del Prato si alza per protestare, Benucci si scatena e l’arbitro lo manda sotto la doccia.

Sul dischetto si presenta Kouko appena entrato al posto di Murgia, tira e spiazza il portiere Iuliano. Kouko sfiora il gol in molte altre occasioni, ma la partita termina 1-2, nonostante i 6 minuti di recupero. Il Prato si porta a casa la vittoria lasciando l’Olbia con l’amaro in bocca.
Nonostante tutto l’Olbia ha giocato una bella partita.

5ªA – Scuola Elementare Terzo Circolo “Santa Maria”

Nella ventosa ma molto soleggiata giornata del 18 marzo 2017 l’Olbia gioca con il Como.
L’Olbia viene accolta dall’esultanza della 5ªB della scuola elementare di S. Maria.

La partita inizia con quindici minuti di ritardo. La sorte affida il calcio d’inizio al Como.
L’Olbia nei primi minuti si fa pericolosa e ha grandi possibilità di fare gol grazie agli incredibili cross. Al 18′ i bianchi segnano il primo gol grazie a Kouko e tutti esultano, ma solo per qualche secondo perché poco dopo l’arbitro fischia per annullarlo per fuorigioco. Segue il tiro in porta di Piredda parato dal portiere del Como. Al 31′ il numero 8 dei comaschi rompe il ghiaccio portando in vantaggio la propria squadra. Dopo quattro minuti arriva immediato il gol dell’Olbia per opera del numero 5 Dametto che mette a tacere l’entusiasmo dei tifosi comaschi e fa esultare gli olbiesi. Il primo tempo si conclude in parità.

Al 5′ del secondo tempo tempo l’Olbia subisce un fallo ai danni di Pisano con conseguente punizione parata dal Como. Dopo alcuni minuti esce Kouko ed entra Ogunseye. Al 30′ altro fallo subito dall’Olbia e altra grande parata del Como. Al termine del 2° tempo l’Olbia effettua un’ultima sostituzione: esce Ragatzu ed entra Capello. Quattro minuti di recupero non serviranno a cambiare il risultato, la partita si conclude 1-1, ma l’Olbia ha giocato benissimo. Prima di entrare nelle docce Iotti si ferma a salutare la 5ªB.

Chiara Macis – 5ªB Scuola Elementare Terzo Circolo Santa Maria

OLBIA-CARRARESE

Continua con i giovani e appassionati cronisti in erba il progetto “L’Olbia nella penna dei bambini”. Contro la Viterbese è stato il turno della 5ªC della scuola Santa Maria, che dopo aver assistito alla partita, ha ricevuto in classe la visita del presidente dell’Olbia Alessandro Marino, che ha ringraziato per aver supportato i giocatori e colorato il “Nespoli” di bellissimi cartelloni. Gli alunni, informatissimi e attenti osservatori di tutto quello che succede attorno alla squadra, l’hanno incalzato per oltre un’ora con domande e tante curiosità. Il risultato finale, la bella intervista che andiamo a leggere.*

Com’è nata la sua passione per il calcio?
La mia passione per il calcio è nata sin da quando ero bambino. Ogni giorno andavo da solo, o in compagnia dei miei amici, a giocare per strada. Diventato un po’ più grande ho iniziato ad allenarmi in un campetto a forma di U dove ci divertivamo a calciare la palla dando l’effetto. Poi ho giocato nel settore giovanile del Pescara, ma a 18 anni ho deciso di smettere di giocare per dedicarmi agli studi e iscrivermi all’Università. In quegli anni ho incontrato Giulini, l’attuale presidente del Cagliari, e la nostra amicizia continua fino ad ora.

Qual era il suo giocatore preferito?
Sicuramente Marco Van Basten, grandissimo attaccante del Milan. Da lui ho imparato molti segreti del calcio.

Che sport ha praticato da piccolo, oltre al calcio?
Oltre al calcio ho praticato sia il tennis sia il golf perché mi piace stare a contatto con la natura. Invece gli sport all’interno della palestra non mi sono mai piaciuti.

Come si sente ad essere il presidente dell’Olbia Calcio?
Essere presidente dell’Olbia Calcio è una sensazione bellissima perché posso stare tutti i giorni a contatto con ragazzi giovani e appassionati che amano il calcio come me. Mi sento onorato di ricoprire questo incarico ma è anche una grande responsabilità.

Come è stata l’accoglienza della città di Olbia?
L’accoglienza di Olbia è stata calorosa. Gli olbiesi si sono dimostrati molto ospitali e ci hanno sostenuto dandoci una grande forza per affrontare ogni partita.Per me è stato un po’ come rincominciare da capo. Per farvi capire: ho provato la stessa sensazione che avete provato voi il primo giorno di scuola. All’inizio ho notato che c’erano solo adulti a seguire le partite ma ora è bellissimo vedere che anche i bambini delle scuole vengono a vederci giocare e a fare il tifo per noi, proprio come avete fatto voi.

Qual è il progetto dell’Olbia Calcio?
Vogliamo anzitutto puntare sui giovani sardi e olbiesi, migliorarli e fare in modo che i più bravi che ci sono in circolazione si sentano onorati di venire a giocare nell’Olbia.

È soddisfatto di Kouko?
Sì, perché ha tanta voglia di giocare e mettersi in mostra, è quello che corre più veloce di tutti e non si stanca mai. Kouko è un giocatore che mette in campo tutto se stesso per la squadra e questo suo atteggiamento è un esempio positivo per tutti i suoi compagni. L’avete visto con la Viterbese.

Pensa che contro la Viterbese la squadra avrebbe meritato di vincere?
Sicuramente avremmo meritato almeno un pareggio e quindi un punto utile per la permanenza in questa categoria.

Secondo lei, viste le recenti sconfitte, cosa non sta funzionando nella squadra?
Secondo me manca la scintilla, un’iniezione di fiducia nei giocatori che, una volta riconquistata, li aiuterà a vincere. Non bisogna dimenticare che abbiamo vinto contro squadre come Arezzo e Livorno dimostrando di essere in grado di sconfiggere anche avversari molto forti.

Come è il rapporto con la tifoseria dopo così tante partite perse consecutivamente?
Sicuramente dopo queste sconfitte tutti noi siamo insoddisfatti, figuriamoci i nostri tifosi più caldi e appassionati, ma cercheremo di fare di tutto per dare belle soddisfazioni da qui alla fine del campionato.

Si sente a disagio per la situazione?
No, perché comunque ho visto che in ogni partita la squadra ha dato il massimo per portare a casa il risultato e abbiamo ancora oggi tutte le possibilità di lottare per la salvezza.

Cosa si aspetta dalla partita di oggi contro la Carrarese?
Mi aspetto moltissimo dai ragazzi, li voglio vedere giocare e dare il massimo perché è una partita importante per rimanere in Lega Pro. Sono ragazzi molto dotati e hanno le carte in regola, oltre che le capacità, per portare a casa il miglior risultato.

Tra quelli che dovrete affrontare da qui sino alla fine del campionato, teme qualche giocatore in particolare?
Beh temo molto Moscardelli, solo a vederlo fa paura!

Cosa la preoccupa per il futuro della squadra?
Per ora non mi preoccupa niente, perché mancano quattro partite e se le vinciamo avremo 12 punti in più e non saremo prossimi alla retrocessione. Possiamo salvarci anche senza passare dai play-out e lotteremo con le unghie e con i denti per rimanere in Lega Pro. I giocatori sono molto giovani e bravi e immaginatevi quanto potranno diventare ancora più bravi tra 3 o 4 anni.

Dovendo riassumere in una parola la sua squadra quale userebbe?
Ci sono tanti aggettivi per definirla ma la parola  più adatta è “pazzerella” perché ha saputo battere e tenere testa alle squadre più forti, invece con quelle un po’ più deboli spesso si è persa, come si suol dire, in un bicchiere d’acqua.

5ªC – Terzo Circolo Scuola Elementare Santa Maria

* Intervista pubblicata sul numero 6 di Passione Biancolbiese il giorno 13 aprile.

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