Mereu: “Arrabbiati dopo Carrara”

La sfida è stata lanciata. Bernardo Mereu manda un segnale chiaro, perché la sconfitta di Carrara è stata metabolizzata e trasformata nella benzina più performante per riprendere la corsa. Domani, al “Nespoli”, arriva il Pontedera e l’analisi del tecnico bianco non può prescindere dalla lettura del ko del “Dei Marmi, il primo da quando ha assunto le redini dell’Olbia.

È una verginità che avrei voluto mantenere in eterno – ha dichiarato il mister ai cronisti – ma il calcio impone di essere realisti perché se è vero che si va in campo anche per vincere, tra i risultati possibili c’è sempre la sconfitta. La partita con la Carrarese si è indirizzata su una serie di situazioni a cui non è semplice dare delle spiegazioni logiche. Alla fine, oltre alla delusione per aver perso, ci siamo resi conto che anche se la prestazione non è mancata, il ko è arrivato per nostre disattenzioni. Si poteva sicuramente ottenere di più, i dettagli sono importanti in questo campionato“.

E se i ragazzi “sono usciti dal campo con la consapevolezza di aver perso una partita che si poteva vincere“, non è all’amarezza che il Pontedera sente dopo il ko rimediato con l’Arzachena all’ultimo minuto che bisogna pensare. “Io non ragioni mai sulle sconfitte altrui, anche perché noi dobbiamo essere più arrabbiati di loro per come abbiamo perso a Carrara dove l’impegno è stato totale e le occasioni per vincere e pareggiare sono state nette. In campo scendiamo per i tre punti, perché le vittorie dopo le sconfitte sono più belle e soprattutto danno un senso al percorso di crescita“. 

La squadra di Maraia è a caccia della prima vittoria in campionato. Un elemento che rende ancora più complessa una sfida a una compagine di valore ed esperta della categoria: “Abbiamo lavorato duramente su soluzioni, contromisure e alternative utili a fare breccia su una squadra che gioca molto compatta. Domani i ragazzi butteranno il cuore oltre l’ostacolo per superare tutte le difficoltà che la battaglia presenterà nei 90′ di gara“.

Nella memoria del tecnico resta vivido il ricordo del grande pubblico visto nella partita dell’esordio in campionato: “I ragazzi hanno bisogno di sentire l’affetto del Nespoli, come contro il Pisa, quando abbiamo giocato e vinto la nostra partita più bella. Il sostegno dei tifosi è fondamentale perché il loro calore arriva dove non può arrivare l’allenamento. E può essere determinante per ottenere la vittoria“.

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