Miceli: “Conta la concretezza”

Con Enrico Geroni è il giocatore più presente nell’Olbia di quest’anno oltre ad essere, in assoluto nella rosa, il giocatore di maggiore anzianità in maglia bianca. Mirko Miceli, solida colonna della retroguardia, domenica a Viterbo indosserà la fascia di capitano per effetto della doppia assenza di Cossu e Dametto. La sua esperienza e il suo carisma dovranno dunque guidare l’Olbia all’assalto del “Rocchi”, un campo storicamente stregato: “Domenica ce la vedremo contro una squadra ostica di grande esperienza e con un grande gruppo, che abbiamo già affrontato negli ultimi due anni di Serie D. Sicuramente – spiega – i precedenti non sono dalla nostra, ma ce la metteremo tutta per portare a casa qualche punto. La vittoria contro il Tuttocuoio ci ha fatto bene“. La Viterbese arriva da un trend negativo: due punti in quattro gare. Un vantaggio per l’Olbia? “Difficile dirlo, meglio non tenerne conto e scendere convinti di poter dimostrare che i nostri stimoli possono fare la differenza“. 

L’Olbia è tornata ai tre punti dopo un mese di digiuno e in campo si è vista una squadra diversa, magari meno bella ma capace di aver ragione dell’avversario: “La nostra mentalità non cambia – premette il centrale – rimaniamo sempre noi stessi anche dopo sconfitte e pareggi. Cerchiamo di imporre il nostro gioco, con la differenza che stiamo iniziando a capire che certe partite, per essere vinte, vanno giocate con più intensità e agonismo“. Insomma, l’Olbia ha trovato la medicina per i propri mali? “Ci sono partite dove è possibile esprimersi palla a terra e con fraseggi stretti, altre dove, anche a causa delle condizioni atmosferiche come contro il Tuttocuoio, è necessario battagliare di più. È anche una questione di adattamento alla situazione perché poi nel calcio ciò che conta è la concretezza” puntualizza Miceli.

Dall’inizio della stagione sempre in campo, solo una volta da subentrato, in una Lega Pro dalla quale Miceli mancava da tre anni e che lo sta ritrovando più maturo e incisivo, anche in fase di costruzione di gioco. Lui allontana i complimento e spiega che “ogni tanto cerco i lanci e i cambi di gioco, ma domenica è stato bravo Andrea (Cossu) a capire che allargandosi sulla fascia poteva far più male al Tuttocuoio, in campo con il nostro stesso modulo. Io – conclude Miceli – cerco di dare sempre il massimo quando il mister mi chiama in causa e preferisco non pormi obiettivi diversi da quelli di squadra. Sin dall’anno scorso la società, il mister e tutti i compagni abbiamo capito che alla base di ogni successo c’è sempre un gruppo unito. Un gruppo che oggi è diventato una vera famiglia“.

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