Parla il mister

Vigilia di campionato. Domani al Sinigaglia di Como l’Olbia si appresta a disputare la quinta partita negli ultimi 14 giorni, una gara – quella contro i lariani – valida per il recupero della 9ª giornata.

LE DICHIARAZIONI DEL PRES. Per l’occasione, il club revoca il silenzio stampa e, nella persona del presidente Alessandro Marino, intende fare chiarezza su un aspetto fondamentale: “L’allenatore non è e non è mai stato in discussione, a maggior ragione dal momento in cui prima della sconfitta di Carrara venivamo da 4 punti in 2 partite. Il progetto ha solidi presupposti e non c’è ragione di metterlo in discussione per motivi che sono contingenti“. Il patron passa quindi ad analizzare l’ultima uscita dell’Olbia: “Contro la Carrarese sapevamo che avremmo dovuto soffrire i loro esterni offensivi: dopo aver subito un gol in modo casuale, il raddoppio è arrivato su posizione nettamente irregolare, ma questo rimane un limite oggi difficilmente superabile con la tecnologia per una Serie C afflitta dai noti problemi economici. Nella ripresa, quando la squadra ha dimostrato di voler reagire alle difficoltà, il fallo del portiere su Udoh sarebbe dovuto essere sanzionato con il cartellino rosso e la doppia traversa sulla stessa azione, così come successo anche e Pistoia, indica che, là davanti, non sta girando per il verso giusto”. Quindi l’iniezione di fiducia: “È necessario recuperare al più presto i giocatori infortunati, restare sereni e concentrati, consapevoli che i valori della squadra verranno fuori“. 

Microfoni e telecamere tornano quindi al tecnico Max Canzi che introduce così l’importante sfida in programma. Proiettato verso il futuro, è proprio dal Como che l’allenatore riprende il filo del discorso interrotto 13 giorni fa, quando il presidente Marino intervenne con fermezza commentando a caldo la sconfitta casalinga maturata contro la Pergolettese

SUL COMO. “Andremo a far visita a una squadra di ottimo livello che in tempi recenti ha trovato la continuità di risultati mancata in avvio di stagione“, così referenzia Canzi il prossimo avversario della sua Olbia. “Una squadra esperta – prosegue – di qualità e forte fisicamente: per questo servirà un’Olbia di personalità, che non abbia paura di giocare a viso aperto. Sappiamo che non sarà semplice ma è solo cercando la prestazione che si possono ottenere i risultati“.

Prestazione e continuità: due tasti sui quali il tecnico batte più volte. 

ASSENZE MA NON ALIBI. Il tour de force delle ultime due settimane volge dunque al termine, con la lunga pausa forzata che ha inciso – negativamente – sugli effettivi a disposizione del tecnico: “Non è mia abitudine cercare alibi, anche perché questa rosa numericamente e qualitativamente può sopperire alle assenze. È chiaro che il desiderio – ammette – è quello di poter recuperare comunque tutti al più presto: in questa situazione di tante gare ravvicinate poter ampliare il turn over ci consentirebbe di gestire meglio le energie“. 

LA SCONFITTA…Si passa quindi ad analizzare la sconfitta di Carrara: “Non abbiamo fatto una buona partita a livello difensivo” riconosce Canzi. I motivi? “Credo siano due: il primo è che quando si sa di avere qualche problema davanti, anche dietro può salire la tensione e quindi la paura di sbagliare; il secondo è che avevamo di fronte una Carrarese che, nei suoi uomini offensivi, ha una qualità eccelsa, probabilmente la più alta del girone. Sapevamo che sarebbe stato complicato affrontarli“. 

…E IL RIMPIANTO. Anche per questo, proseguendo il percorso di analisi anticronologico, a bruciare di più è la vittoria mancata con la Lucchese nel recupero infrasettimanale: “Indubbiamente, questo è il vero rammarico. La partita era alla nostra portata e avremmo dovuto dare continuità alla vittoria di Pistoia“. Proprio contro gli ‘orange’ di Toscana sembrava essere arrivata la proverbiale e attesa ‘scossa’: “Quello delle cosiddette scosse è un concetto che mi ha sempre fatto sorridere. I campionati si costruiscono non con le scosse, ma con continuità di prestazioni e di risultati. Queste sono le componenti che stanno mancando“. 

LAVORI IN CORSO. Come si può incidere allora per iniziare a risalire la china? “La squadra è cambiata tanto rispetto all’anno scorso e quindi, anche se non ci aspettavamo questo rendimento, era da mettere in conto che potesse servire del tempo prima di trovare la quadra. Credo nel lavoro e nelle idee che trasmetto alla squadra, non farei questo mestiere altrimenti. Sono convinto che stiamo andando nella direzione giusta, apportando quegli accorgimenti e quelle correzioni di svolta che sono moralmente doverose quando le cose non vanno per il verso giusto“. 

PRINCÌPI E QUALITÀ. Diverse, al tal proposito, sono state le sperimentazioni in queste prime 11 giornate: “Credo che sia normale aver sperimentato in questo avvio. L’importante, però, è mantenere certezza nei principi di gioco, che ci sono a prescindere dal modulo che si utilizza ma che, è evidente, non sempre siamo riusciti a mettere in atto“. Su tutti, ha colpito l’evoluzione tattica di Giandonato, passato dall’agire in linea mediana all’essere riferimento centrale nel tridente offensivo: “Manuel è un giocatore di grande qualità e sta facendo bene. Ultimamente l’abbiamo avvicinato alla porta perché abbiamo un oggettivo problema di concretizzazione delle tante occasioni da rete che produciamo. Lui può essere determinante in quella zona del campo avanzata e anche come centravanti di manovra“. 

SAPER CAMBIARE. E quindi a Como ci si deve aspettare un’Olbia diversa oltre che nell’approccio anche nella disposizione in campo a partire dalla difesa? ”Nel corso delle partite sin qui disputate abbiamo variato spesso, schierandoci sia a tre che a quattro. L’abbiamo fatto anche con la Carrarese. In funzione della partita e di come si mettono le cose, possiamo cambiare. E questa è di per sé la cosa importante: sapere di poter avere soluzioni diverse“. 

FIDUCIA E RESPONSABILITÀ. In un momento delicato è importante saper trovare anche serenità e lucidità: “Sento la fiducia della società ed è una fortuna avere un direttore e un presidente con i quali potersi confrontare anche quotidianamente. È chiaro, però, che chi fa il mestiere dell’allenatore ha nei risultati la migliore moneta per ripagare la fiducia e visto che adesso non stanno arrivando, io sono il primo responsabile. Vedere i ragazzi concentrati e sul pezzo è importante per poter uscire quanto prima da questa situazione“. 

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