“Sappiamo cosa fare”

Abbiamo la pancia vuota e con la Carrarese per noi sarà una gara vitale“. Non usa mezzi termini Roberto Occhiuzzi alla vigilia della sfida che vedrà la sua Olbia opposta alla squadra di Dal Canto, quarta forza del girone con 53 punti e tra le più in forma nelle ultime sfide giocate. 

Ci restano sei gare da giocare – prosegue il tecnico – e saranno tutte molto importanti per noi. Con le nostre dirette avversarie stiamo giocando una sorta di partita di tennis, punto a punto. Ora siamo leggermente avanti noi, ma dietro corrono forte e la strada da fare è ancora lunga. Dobbiamo essere bravi a non fermare mai la marcia tenendo presente che il nostro orizzonte è sempre il giorno dopo”.

E domani, appunto, sarà battaglia con la Carrarese che all’andata si impose per 1-0 grazie alla fortunosa (per i marmiferi) autorete di Bellodi: “Si tratta di una squadra che ha un organico importante come quello delle prime tre in classifica” afferma Occhiuzzi che tuttavia riconosce la crescita avuta dalla sua Olbia, ma soprattutto la risolutezza dimostrata dai suoi giocatori: “Rispettiamo la Carrarese, ma la nostra pancia è più vuota della loro. Per noi è una gara vitale, dovremo giocarla con testa e coscienza, cercando di portarla subito sui binari a noi più congeniali“. 

Il tecnico puntualizza poi la compiuta metamorfosi dei suoi uomini: “Penso che tutti oggi vedano nei giocatori dell’Olbia una voglia e una ferocia di fare punti che non hanno eguali. Ci abbiamo messo un po’ a trovare continuità, ma da tempo siamo diventati una squadra diversa che vuole quanto prima arrivare alla salvezza“. La risposta data contro il San Donato Tavarnelle è stato un esempio: “Una prova di forza del gruppo – specifica l’allenatore –  perché magari da fuori si poteva pensare che il passo falso di sabato potesse portare delle conseguenze negative, ma io sapevo che non sarebbe andata così. I ragazzi hanno giocato con il coltello tra i denti, il gruppo è maturo e sa cosa fare in campo in autonomia. Certamente non siamo stati esenti dagli errori, ma mentre dopo una sconfitta si lavora anzitutto per rinforzare le certezze, dopo la vittoria di martedì siamo tornati sulle cose che meno hanno funzionato. Che cosa? Sicuramente l’essersi abbassati troppo, anche se può capitare di subire l’iniziativa avversaria, è successo anche alla Carrarese“. 

La risposta, oltre che nel risultato, è arrivata nelle prestazioni di chi era chiamato a sostituire gli assenti: “L’avevo detto anche prima della gara, ero sereno perché ho piena fiducia in ogni mio giocatore. È stato importante che chi ha giocato abbia dimostrato di essere all’altezza, ma lo è stato anche per chi non c’era. Come lo ero io, anche Emerson, Brignani e Ragatzu erano sereni. È stato belli rivederli mercoledì alla ripresa orgogliosi di quello che avevano fatto i compagni. Questo è un gruppo eccezionale che ragiona con una sola testa e vive con gioia la settimana di lavoro e la partita“. 

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